Segnalazione End Of The Road Bar Di Daniele Batella

Segnalazione End Of The Road Bar Di Daniele Batella

Segnalazione End Of The Road Bar Di Daniele Batella

Buongiorno Onceuponiani miei, 
allora come procedono queste vacanze? Pronti per un nuovo anno tutto da leggere? Se ancora siete indecisi sulle letture, in questo post voglio presentarvi un'uscita che vi farà davvero piacere. Ho il grandissimo piacere infatti di presentarvi il romanzo di esordio di Daniele Batella. 

End Of The Road Bar

Segnalazione End Of The Road Bar Di Daniele BatellaTitolo: End Of The Road Bar - Parte I
Autore: Daniele Batella
Editore: Dark Zone Edizioni
Genere: Contemporary Romance
Data di uscita: 12 Dicembre 2018
Prezzo cartaceo: 12,66 € | Link acquisto Amazon

All’End of the Road non si arriva per caso. È uno strano luogo, un vecchio bar nascosto in un vicolo di una metropoli, a metà strada tra una bettola e la sala di un cinema: un locale d’altri tempi, lontano dalla frenesia delle notti di baldoria della città. L’End of the Road ha un’anima. È questa l’unica certezza che colpisce sette avventori, giunti per caso una sera di aprile nell’atmosfera ovattata del bar. Sette sconosciuti, condotti nello stesso luogo da un curioso scherzo del fato. Penny, l’algida e imperscrutabile cameriera, li accoglie e serve loro da bere. Sarà il pretesto di una violenta tempesta a far avvicinare i sette l’uno all’altro, a sciogliere imbarazzi e timori prima e a condurli in un viaggio lungo il viale dei ricordi poi. Uno ad uno cominceranno a raccontare la propria esistenza, fatta di amori, gioie, dolori, segreti mai confessati e peccati indicibili. Sette vite si snodano nel flusso dirompente della memoria, svelando poco a poco le trame di un sorprendente destino.


estratti

Eppure non era facile inquadrare Penny. Dietro al bancone dell’End of the Road sembrava una danzatrice aggraziata. Una geisha che fluttua leggera anche mentre spilla una birra doppio malto danese da una vecchia e incrostata spina.
Pur tradendo la mente scaltra, pur avendo negli occhi una luce più antica di quel corpo esile e languido, emanava un irresistibile alone di mistero. Più di un cliente del bar aveva tentato l’approccio; chi in modo elegante e raffinato, chi balbettando in preda ai gorgoglii del troppo gin nello stomaco. Ci fu perfino un tale, un giovane e piacente autista di limousine, che si presentò al bancone con un paio di sfavillanti orecchini di smeraldi. Disse che aveva usato tutti i suoi risparmi, che li aveva comprati per donarli alla donna giusta ; disse che gli era bastato vedere Penny quella stessa sera per capire che, per risollevarsi dai guai economici in cui si era cacciato giocando d’azzardo,
non doveva far altro che sposarla. Ecco cosa mancava nella sua vita. Una sposa. Non era la voragine di depressione in cui si era quasi annegato, sperperando i pur buoni guadagni in alcol, slot machine e puttane; no, non era arrivato al capolinea. Proprio in un locale con quel nome, inciampando una
sera sull’asfalto bagnato dalla pioggia battente, aveva scoperto un nuovo inizio.
Penny rimase a guardarlo mentre lui le porgeva la scatoletta di velluto. I suoi occhi languidi scrutavano il contenitore come se potesse attraversarlo e rimirarne il contenuto. A poco a poco, le labbra si incresparono in un sorriso beffardo, come di un’attrice famosa che sente dirsi da un ragazzo di quattordici anni di essere l’amore della sua vita. Non aprì mai la scatola, non prese mai gli orecchini. Il tizio sparì.

Guardò sul ripiano del comò e vide il rossetto di Adeline. Lo aveva lasciato lì, nella fretta di uscire. Milo guardò il cosmetico e poi osservò la sua immagine allo specchio. Pensò che il rosso sarebbe stato benissimo con i suoi grandi occhi verdi. Doveva provarlo. Prese il rossetto e se lo passò sulle labbra. Il profumo di gelsomino che aveva, la morbidezza della formula che scorreva leggera sulla bocca, il colore infuocato, accesero in lui un falò. Sentì il suo cuore battere forte e provò un piacere immenso. Chiuse il rossetto e si avvicinò allo specchio: era bellissimo.
Sorrise, mostrando i dentini candidi macchiati di rosso.
La porta si aprì all’improvviso. Otto era paralizzato, immobile sulla soglia. Il suo sguardo era sorpreso. Guardò lo specchio, il rossetto, poi gli occhi terrorizzati di Milo. Il sorriso si era spento sul suo giovane viso e lo sguardo era pieno di paura.
L’espressione di Otto mutò da stupita a furiosa. Si diresse verso il figlio, lo prese per un braccio e lo trascinò in bagno.
«Papà mi fai male!» gridava Milo disperato.
L’uomo, senza rispondere, gli diede un ceffone, sbavandogli il rossetto. Poi lo fece chinare sul lavandino, aprì l’acqua e gli lavò il viso, mentre il figlio strepitava. Lo lasciò in lacrime in bagno. La sera non festeggiarono. Quando la madre portò la torta in tavola – comprata in pasticceria, dal momento che il negozio di alimentari era chiuso – la poggiò con forza sotto il naso di Otto e, guardandolo storto, sussurrò un gelido: « Buon compleanno ».
Milo guardava il suo piatto, la vista che si offuscava per il velo di lacrime che si andava formando sugli occhi. Assaggiò appena la torta, dopodiché chiese se poteva alzarsi. Alla risposta affermativa della madre corse via, i singhiozzi che si impadronivano della gola come particelle di polvere irritante, le lacrime che scivolavano dalle guance sul parquet.

« Come vedi il tuo futuro ? » le chiese di punto in bianco Xavier un pomeriggio di settembre, durante una gita sul fiume Avon.
« Come ? » fece Lana spaesata.
« Sì, il futuro. Come ti vedi da qui agli anni a venire ? »
« Non lo so… Cerco di non pensarci troppo. »
« E perché ? »
« Beh perché… Perché è inconoscibile », disse Lana guardando lo scintillio del riflesso del sole sull’acqua placida.
« Davvero ? » ridacchiò lui in senso di sfida.
« Beh, a meno che tu non abbia una sfera di cristallo… » lo prese in giro Lana.
« Quasi… »
Xavier pescò nel taschino della sua giacca e tirò fuori un piccolo scrigno di pelle con la chiusura dorata. Fece scattare la minuscola serratura e ne estrasse un mazzo di carte, che poggiò sulla tovaglia sulla quale avevano fatto un picnic.
« Tarocchi ? » chiese Lana stupita. « Stai scherzando ? »
Xavier la guardava con un’espressione insondabile. Gli angoli delle labbra erano arricciati in un sorriso sfumato e ombroso, gli occhi neri erano più profondi che mai.
« Bisogna sentirle, le carte… » cominciò lui accarezzando il dorso lucido dei tarocchi. « Se si prova a leggerle per gioco, loro non rispondono. Sono come creature capricciose. Pretendono la nostra fiducia, la fede nei ritratti precisi che dipingono. A volte potrebbero non piacerci le tinte che utilizzano, potremmo non essere d’accordo con le sfumature che donano profondità ai loro quadri… ma non ci mentono. Sono alleate, amiche, se si sa come consultarle. »
Lana era incredula. Tarocchi ? Esoterismo ? Credeva che Xavier fosse un laureato in psicologia, non un credulone.
La ragazza, dopo l’incidente mortale di Betty, aveva smesso di credere in tutto. C’era voluto Oscar Wilde per ricominciare a credere in qualcosa: l’arte. La cultura era il suo credo. Non c’era Dio, non c’era la fortuna, non c’era il fato e soprattutto non c’erano i cartomanti.


autore

Daniele Batella nasce ad Arezzo l’11 Giugno 1988.
Consegue la Laurea Triennale in Lingue e Culture del Mondo Moderno presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Dal 2009 si esibisce come cantante nel gruppo vocale Cherries on a Swing Set.
Da sempre appassionato di arte creativa, forma i suoi gusti letterari su romanzi thriller, noir, con ambientazione storica, elementi archeologici o accenni al sovrannaturale; allo stesso tempo l’introspezione psicologica e l’esplorazione delle umane pulsioni proprie di autori come Henry James o Michael Cunningham lo portano a cesellare il suo gusto verso una narrativa antropocentrica, fatta di storie di vita vissuta.
End of the Road Bar è il suo primo romanzo.
Vive ad Orvieto, in Umbria.

Ringrazio ancora tanto l'autore per avermi permesso di conoscere e segnalare il suo primo romanzo. Mi raccomando restate sintonizzati su questi canali perché a breve avrò una sorpresa per voi. 
Eleonora ❤

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xoxo, Eleonora